venerdì 8 luglio 2016

LA ROUTINE





E' la routine, caro, è la routine che mi logora:
la barista piccina biondina la mattina presto
mi tortura con la sua vocina dolce 
e le domande sugli uomini e gli abbonamenti in palestra
non capisco cosa le faccia credere che capisco qualcosa dei primi 
e dei secondi.
Al bar tabacchi i vecchietti pare complottino
contro i medici di famiglia,
non provo più entusiasmo per il genere umano
eppure la solitudine non so soffocarla altrimenti
se non vendendomi alle loro prolisse sciocchezze
e ci sono giorni in cui quelle sciocchezze 
mi paiono addirittura profondamente ispiranti-
sono giorni cattivi-
Non faccio niente che mi piaccia da mesi
perché quando accade trovo messaggi di sconosciuti
che vogliono confrontarsi con me sul senso della vita
e le sensazioni su qualcosa di poetico
-la cosa mi irrita- non so se 
per non deludere loro o me stessa
evito di rispondere.
Evito gli inizi perché non ho mai saputo recitare i finali
ecco perché questa poesia è andata per le lunghe,
adieu mio caro, adieu.

lunedì 13 giugno 2016

PENSIERI IN MORSI 7

Ho messo insieme oggetti a forma di bastoncino. Li ho messi in fila, poi li ho mischiati ed ho ricominciato, con un ordine diverso. Ma non funziona. Perché non era l'ordine a placare il panico, eri tu che davi senso all'ordine- nella testa- e ai bastoncini.
Ho respirato piano, e ho scritto le liste delle cose da fare, poi ho scritto le liste e ho respirato profondamente con le liste che se ne stavano a fissarmi, senza che nessuno facesse il primo passo. No, non ha funzionato, perché eri tu che davi senso al respiro e alle azioni.
Il rimpianto più grande è non aver mai letto poesie per te, con te; che mi hai insegnato negli anni, con una pazienza da squilibrato felice, come affrontare, tutto. Ma c'è una cosa che non mi hai mai insegnato, come affrontare tutto senza di te.

martedì 7 giugno 2016

JAZZ DOMENICALE

Sentimenti in compartimenti stagni.
Singhiozzo e pasto solitario.
Mi hai insegnato tu 
a dimenticare
-ricordi
il jazz domenicale?
L'asfissiante risveglio
in una realtà sottovuoto.

lunedì 2 maggio 2016

PENSIERI IN MORSI 5

Se non volete farvi arricciare i nervi, mangiatevi la vostra chiaroveggenza a cena e beveteci sopra una bottiglia intera di vino. Il mondo appartiene ai furbetti. La scemenza è la femmina che li fa proliferare. La volgarità è il loro costume di scena, e la meschinità il loro spettacolo. Lasciate alla vostra anima la dignità di non dover lottare contro tali bestie. Fateli credere che hanno vinto..se potete, siate Buddha, fateli vincere per davvero.