Eccolo, questo stupido vento primaverile e tu chiuso dentro quattro mura, tutta la notte, il giorno e quasi tutta la notte. I peli pubici delle signorine con i capelli rossi, sono rossi. Non so come finimmo a parlare di questo a notte fonda fuori da un locale. In primavera non riesco a chiudere la finestra, mai, giorno e notte l'anta stride , emanando un rumore quasi annoiato; oggi mi svegliai proprio così , mentre l'eco del sogno del mattino mi seguiva in bagno e poi si arrampicava faticosamente dai lacci delle scarpe alle ginocchia per fermarsi sullo stomaco. Sognai di camminare di fianco ad un cavallo nel deserto. Nell'atrio di una università una signora di una certa età urlava: maestro Freud, si ricorda di me, si ricorda di me, maestro Freud...Sciocchezze, ma "what's amazing about really deep thoughts"?!
lunedì 21 marzo 2016
sabato 19 marzo 2016
mercoledì 2 marzo 2016
CI SIAMO ABBANDONATI COSI'
Scendi in strada a mezzanotte e l'asfalto è bagnato
ti chiedi come, quando è scesa la pioggia
senza che te ne accorgessi.
Ti fermi nel parco più vicino e osservi con occhi da neonato
stupido
ti senti derubato di qualcosa che non è nemmeno mai stato
tuo.
Così ci siamo abbandonati
come neonati increduli dopo la prima pioggia
puri nell'animo e un poco sciocchi
ci siamo persi così
come un musicista perde la melodia perfetta
perché il mondo ha voci più loquaci e impellenti
perché la mente gioca brutti scherzi
ed in fondo i miracoli sono solo trame da scritturare.
Ci siamo persi senza mai provare
coscienti che si prova solo una giacca e non l'anima
quella veste e se non veste
la solitudine penetra nelle ossa come un cancro;
e quanto si può arrivare a credere
nella religione delle solitudini per destino!
Ci siamo persi senza dirci arrivederci
perché non si rivede la luce, una volta conosciuta la
luminosità
ci siamo persi senza addii
divisioni, condivisioni, spartizione di colpe e date
perché era uno scorrere dentro l'altro
il nostro tempo insieme
perché era la prima fusione di intenti e la prima
glaciazione di nervi
il nostro trovarci.
Ci siamo lasciati senza addii, buoni propositi e progetti
impregnati di estremi come eravamo
l'estremo addio fu conoscerci
camminare oltre
mai troppo
e tacere.
martedì 23 febbraio 2016
PENSIERI IN MORSI 6
In un angolo della piazza suonavano del klezmer primordiale, e volatili da cemento sbattevano le ali di pezza in modo confuso. Certo che l'uomo non imparerà mai a ricostruire con logica il copione naturale dell'esistenza, ma la musica, quella musica... Un bambino, il più rumoroso di tutti, continuava a gridare "applausi per tutti" "attenti, attenti" , come un veggente voleva mettere in guardia gli artisti dal loro ego e gli spettatori dai loro sogni. Mi ritornò in mente una poesia di Leonard Cohen che gli uomini mi pregavano di recitare a memoria, ancora ed ancora. E pensai, se ci fosse stato quel bimbo ci avrebbe salvati; ci vuole sempre una piccola peste che grida "applausi per tutti" "attenti, attenti!!!"
domenica 14 febbraio 2016
LA RICERCA DEL TEMPO MAI PERDUTO
Tu sei la ricerca del tempo mai perduto,
la prima sigaretta della giornata
-quella dei pensieri dolcemente incompleti.
Tu sei la purezza, di ogni gesto
loquace e silente
sei la matrice e il significato
di ogni vita trascorsa
il ritmo, la scoperta, il fine.
Tu sei il maestro delle parole dette
il fedele ateo
di ogni promessa
ne hai fatta una poesia, scolpita nelle viscere
come le sbronze a stomaco vuoto.
Sei il discepolo traditore
delle debolezze umane,
all'angolo dell'occhio
ti luccica da sempre l'eternità ritrovata.
la prima sigaretta della giornata
-quella dei pensieri dolcemente incompleti.
Tu sei la purezza, di ogni gesto
loquace e silente
sei la matrice e il significato
di ogni vita trascorsa
il ritmo, la scoperta, il fine.
Tu sei il maestro delle parole dette
il fedele ateo
di ogni promessa
ne hai fatta una poesia, scolpita nelle viscere
come le sbronze a stomaco vuoto.
Sei il discepolo traditore
delle debolezze umane,
all'angolo dell'occhio
ti luccica da sempre l'eternità ritrovata.
domenica 17 gennaio 2016
PENSIERI IN MORSI 3
Le vittorie sono sopravvalutate, tutto è un po' sopravvalutato, il fastidio, l'entusiasmo, il timore, il pudore, l'attesa. I miscredenti girano gli occhi in fila al bar la domenica mattina. I cani la fila non la rispettano. Le signorine impellicciate fuori stagione la fila la comprano. Il refrain arabeggiante del vecchietto dalla voce d'oro ti fa rimembrare i ritmi naturali della vita. Per fortuna esistono ancora i giorni che tradiscono la primavera. Buddha benedica le giornate pigre di pioggia!
lunedì 11 gennaio 2016
PENSIERI IN MORSI 9
Mi commuove la chiarezza del non detto, il ちょっと giapponese; quel masticare interiormente i sensi, i desideri, i segni e gli umori altrui per capire se coincidono con i nostri. Vorrei imparare a non lottare più quando ho ragione ma scorrere quando ho torto, non trattenere ciò che non voglio, ma lasciarmi andare via. Non avere fretta. Non donarmi troppo poco. Non far valere le mie ragioni con chi non ascolta. Imparare dall'egoismo altrui, imparare ad abbandonarlo quando inizia a contagiarti. Vorrei coltivare la capacità di non trattenere ma farmi trattenere, non far vivere ma farmi vivere. Accogliere un'anima piena di passione invece di ostinarsi a plasmarne una indifferente. E vorrei fare tutto questo nel silenzio del ちょっと (ciotto) nella rotondità di questa parola sconfinata, perché solo nella chiarezza del non detto si incontrerà un giorno ciò che non si può mai perdere.
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